TESEO TESEI, l’ Eroe di Marina di Campo
Teseo Tesei era
nato a Marina di Campo, all’Isola d’Elba, e aveva abbracciato la
carriera militare, diventando Ufficiale di Marina dopo avere
frequentato l’accademia di Livorno.
Come tutti i vincenti, era anche un po’ “visionario”. Immaginava e metteva a fuoco, per tradurlo in qualcosa di concreto, quello che altri non avrebbero mai potuto nemmeno solo immaginare. Nei suoi pensieri era viva l’idea di una nuova arma subacquea, che riprendesse e migliorasse la “mignatta” di Rossetti e Paolucci della prima guerra mondiale. Un’arma da impiegare in attacchi simultanei condotti contro le principali basi nemiche, nei primissimi giorni del conflitto, per mettere fuori combattimento la flotta nemica ancora prima che prendesse il mare! Non esisteva nulla al mondo che anche solo assomigliasse all’idea che costituiva la “magnifica visione” di Tesei.


Negli anni trenta si
mise al lavoro, forte della sua preparazione di Ingegnere Navale,
insieme ad Elios Toschi. Lentamente prese corpo un nuovo modello di
mignatta che permettesse di venire pilotata, e non trascinata, dai
propri operatori. Vennero alla luce i primi prototipi. Si trattava
di siluri pilotabili, che si muovevano sospinti da un motore
elettrico. Potevano navigare in affioramento ed in immersione.
Vennero chiamati SLC, Siluri a Lenta Corsa, ed assegati al Gruppo
“GAMMA”, di cui Tesei faceva parte. Un giorno due operatori stavano
tentando di ormeggiare il SLC, ma il siluro sembrava proprio non
volesse saperne di lasciarsi pilotare morbidamente. L’attracco
presentava qualche difficoltà, e i Gamma si innervosirono. Qualcuno
disse: “Dai, e lega quel maiale!” Da quel giorno, il SLC divento’
per tutti il “MAIALE”, e anche il SLC entro’ nella leggenda.
Tesei ed i suoi
uomini, isolati dal mondo come asceti, continuavano ad addestrarsi
senza pause. Nuoto, corsa, addestramento subacqueo, orientamento
subacqueo in acque limacciose e di notte. Il morale era altissimo, i
“Gamma” attendevano l’ora di entrare in azione.
Gli equipaggi
furono addestrati al forzamento dei
porti nemici e al posizionamento
del maiale sotto la carena degli obiettivi prescelti,
azionando quindi il timer che avrebbe fatto detonare la carica
esplosiva. Gli uomini
“Gamma” erano pronti. Tesei ribadiva
con convinzione la propria idea di un attacco simultaneo,
improvviso, fulminante, condotto nei primissimi giorni di guerra,
e portato direttamente al
cuore del sistema difensivo inglese, all’interno delle basi piu’
importanti. Ma né i militari, né i politici vollero prenderlo in
seria considerazione, le sue idee erano probabilmente troppo audaci
ed innovative per quei tempi. Per gli ammiragli, la guerra si faceva
con le corazzate, non con i maiali.


L’Eroe di Marina di Campo
si immolo’ nelle acque del
porto di Malta, verso le 4
del mattino del 26 luglio 1941.
Nell’intento di aprire un varco, con il suo maiale,
nelle ostruzioni che
proteggevano il porto, e permettere cosi’ il passaggio dei barchini
d’assalto, resosi conto di essere in ritardo sull’attuazione dei
piani previsti, decise lucidamente, insieme al suo compagno Pedretti,
di “spolettare a zero” e di rinunciare ad allontanarsi dal proprio
maiale, spingendosi serenamente fino all’estremo sacrificio per il
successo della missione. Fu decorato di M.O.V.M., insieme ad Alcide
Pedretti, e all’Eroe Elbano è intitolato il Comando Subacquei
Incursori (COMSUBIN) che ha
sede, oggi, a Le Grazie, vicino a La Spezia.
Prima dell’ultima missione scrisse:
“ occorre
che il mondo sappia che ci sono degli Italiani che si recano
a Malta nel modo piu’ temerario”.
Teseo Tesei non
temeva la morte, anzi considerava la morte in battaglia un onore,
una purificazione, ed era animato da un genuino e sincero amore per
la propria Patria ed era un fervente monarchico.
Credeva forse un
po’ ingenuamente in un
mondo piu’ libero e piu’ giusto, nel quale battersi fino in fondo
per percorrere la via dell’ideale.
Nelle sue parole
non ci fu mai odio per il nemico, o alterigia,
ma solo un anelito ad una
Patria fortemente idealizzata, potente e rispettata anche da quelle
che oggi definiremmo
“superpotenze”.Il suo pensiero era focalizzato sull’azione, e sul
valore trascinante
dell’esempio.Un giorno infatti disse che
“l’esito
della missione non ha molta importanza, perché è dal sacrificio
nostro che le successive generazioni trarranno l’esempio e la
forza.” Teseo Tesei aveva una struttura fisica minuta, ed
una salute malferma, tuttavia volle fare parte dei reparti
d’assalto, sorretto da un “animus” fuori dal comune che lo elevava
ad un ruolo di leader assoluto.
Teseo Tesei era un
filosofo senza scritti, un cavaliere dell’ideale il cui libro di
etica era costituito dalle sue azioni e dal suo codice morale.


