Dopo lo sfondamento del fronte di Caporetto, nel 1917, le truppe
austrotedesche dilagarono senza alcun contrasto
verso la Pianura Veneta. Nel caos
colossale della ritirata, quando tutto sembro’ perduto, e nelle fasi
decisive del contrattacco,
sorsero su tutti i fronti piu’ impegnativi i leggendari
Reparti d’Assalto del Regio Esercito, gli ARDITI.
Addestrati fino al parossismo, sprezzanti,
fortemente motivati, decisi a
tutto,
realizzarono imprese entrate nella leggenda, spingendosi all’assalto
armati di pugnale e di
bombe a mano, e sovvertendo
situazioni apparentemente impossibili, animati da uno spirito di
corpo senza pari e orgogliosi
di fare parte dei migliori.

“Se sentirete un canto, apriteci le porte…
Le fiamme nere passano, che van verso la
morte.”

Ricordiamo le Fiamme Nere del 1° Reparto d’Assalto,
che conquisto’ d’impeto il Monte San Gabriele,
stanando con i lanciafiamme
il nemico che si era rifugiato
nelle gallerie scavate a scopo difensivo.Citiamo
l’indimenticabile 9° Reparto d’Assalto, che in soli 15 minuti
conquisto’ il Col Moschin assaltando all’arma bianca, impresa che
era costata la vita a migliaia di fanti, caduti in ripetuti ed
inutili attacchi frontali.Ricordiamo
anche gli umili e sconosciuti reparti di Arditi che, sul
fronte di Caporetto, mentre le truppe Italiane ripiegavano
disordinatamente verso valle incalzate dagli Austrotedeschi, furono
visti farsi largo risalendo tra la
fiumana di sbandati, rifiutando la sconfitta e la fuga,
percorrendo la strada al contrario,
verso monte, andando incontro ad un nemico preponderante, ed
alla morte certa, intonando la loro canzone:
Poi ci fu l’epopea del Piave e della Vittoria.
Anche sul Piave, gli Arditi
seminarono il terrore e lo scompiglio tra il nemico. Alcune squadre
di Arditi, in calzoncini da bagno, attaccarono
ripetutamente le prime linee nemiche,
attraversando a nuoto, di notte, il Piave, e irrompendo di
sorpresa sui reparti nemici, nel silenzio piu’ assoluto, armati del
solo pugnale.
Questo reparto venne denominato i “Caimani del Piave”.

Il logo del’odierno COMSUBIN di
La Spezia , il fiore all’occhiello della Marina
Militare, raffigura appunto
un caimano, riportandoci con la memoria a quei giorni eroici del
1918 ed al sacrificio di tanti “Caimani”, caduti sul Piave,
cui il comune di Sernaglia della Battaglia ha eretto un monumento.Da
questo reparto di Arditi iniziò la leggenda degli Incursori
Subacquei.



