Non tutti i “Gamma” riuscirono ad accettare, nell’intimo della propria coscienza, gli ordini ricevuti dopo la resa  dell’8 Settembre 1943. Molti di loro, dopo una dilacerante riflessione,  decisero di restare a La Spezia, e di continuare a combattere gli angloamericani “per l’onore d’Italia”, anche se ben consapevoli di come sarebbe andata a finire.

Ben presto  venne formato il battaglione N.P. ovvero Nuotatori Paracadutisti, la cui sede

si trovava a Valdagno.

 

 

Gli Ennepi rappresentarono il primo modello di incursore moderno, addestrato ad irrompere sul nemico dal mare e dal cielo.

Il battaglione Ennepi venne prevalentemente impegnato nella impari lotta, sul confine nordorientale, contro le preponderanti truppe Jugoslave del Maresciallo Tito. Le perdite tra gli Ennepi furono altissime.

Molti incursori paracadutisti dell’Ennepi preferirono la morte in battaglia alla brutale e feroce prigionia verso la quale sarebbero stati avviati come alternativa alla fucilazione.

Ma tutti combatterono per genuino e sincero amore patrio, “per l’onore d’Italia”, da veri soldati, affrontando con coraggio nemici preponderanti accecati da odi politici e razziali nei confronti di chi non la pensava come loro e nemmeno faceva parte della loro stessa etnia.

 

 

Gli Ennepi si schierarono come in una “piazza d’armi”, armati di tutto punto. Si irrigidirono sull’attenti per l’ultimo saluto alla loro Bandiera e venne ordinato il “presentat’ arm”. La Bandiera degli Ennepi con il paracadute e l’àncora venne ripiegata per sempre.

Gli Inglesi resero agli Ennepi l’onore delle armi. La Bandiera del Battaglione N.P. fu tagliata in piccoli lembi che vennero divisi tra gli Incursori, che si avviarono verso la prigionia. Qualcuno piangeva, ma era il pianto dei forti.

 

 

Gli Ennepi combattevano per l’Italia e per il loro onore di soldati, e difesero l’Italia  da qualunque aggressione.

Quando nel mese di Aprile 1945 una colonna di Tedeschi in ritirata minacciò di far saltare parte degli stabilimenti Marzotto di Valdagno, gli Ennepi intervennero energicamente e evitarono la distruzione degli impianti produttivi.

Negli stessi giorni, gli ultimi giorni della seconda guerra mondiale, Uomini Gamma in servizio a Genova disinnescarono, di notte e facendosi beffe della sorveglianza tedesca, le cariche subacquee che gli stessi tedeschi avevano posizionato per farle successivamente detonare allo scopo di ostruire per lungo tempo l’accesso al porto.

La breve storia degli Ennepi termina il 10 Maggio 1945, a Venezia, dove il reparto si arrese agli Inglesi, e venne sciolto.